Orante

IL TIPO DELL’ORANTE

Il tipo iconografico della Madonna Orante è molto antico e si ritrova già nelle più antiche raffigurazioni delle catacombe. In esso Maria è raffigurata in busto o in piedi, con le braccia protese verso l’alto nel gesto della supplica rivolta verso la persona invisibile del Figlio. Il tipo esprime visibilmente il tema dell’intercessione mariana per i fedeli e per la Chiesa. Inoltre, essendo Maria considerata come simbolo e Madre della Chiesa, ciò dà al tema una profondità tutta particolare e attuale.

Nel mondo bizantino il tema iconografico conosce almeno due varianti riferite ciascuna a un celebre santuario mariano di Costantinopoli: la prima, che raffigura la Madonna in piedi e le mani alzate, è detta Blachernitissa; la seconda, che raffigura la Madonna in busto e girata verso la sua destra con le mani alzate, è detta Agiosoritissa.

BLACHERNITISSA

La figura dell’Orante, una donna in piedi, con le braccia alzate e le palme delle mani rivolte verso il cielo, è il modo più semplice con cui l’arte paleocristiana rappresenta l’anima del defunto (spesso un martire) che attende da Cristo la vita eterna: è il simbolo dell’anima cristiana che loda e adora Dio. In Occidente, essa è rappresentata più di cinquanta volte nelle catacombe romane.

Nell’evoluzione pittorica, quando è raffigurato anche il Bambino sul petto della donna, nel  IV e V secolo questa tipologia si trasforma nell’immagine di Maria Vergine Orante, la cui preghiera raggiunge il cielo. Nasce così il tipo iconografico della Madre di Dio del Segno, secondo la profezia di Isaia: “Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.”  (Is 7,14).

Nella sua forma monumentale essa diventa la grande Panaghia (“Tuttasanta”), che appare per la prima volta a Costantinopoli nel IX secolo nel santuario di Blachernes, diventando simbolo stesso della città. A Costantinopoli, questa immagine, detta la Blachernitissa, era al centro della venerazione popolare ed era custodita nella chiesa di Blachernes, costruita per ricevere la reliquia del santo velo della Vergine, il Maphorion, portato da Gerusalemme sotto il regno di Leone I (457-474). Il santuario prevedeva molte altre icone, ma la Blachernitissa era la più celebre e, attraverso di essa, si attribuiva alle preghiere della Madre di Dio un gran numero di interventi prodigiosi, specialmente in tempo di assedio da parte dei nemici.

Il tipo iconografico della Blachernitissa è quello della Madre di Dio in atteggiamento di Orante: Maria è ritratta in piedi e in posizione frontale, con le mani levate al cielo. Sono presenti due varianti: una raffigura Maria in preghiera senza Bambino e l’altra, invece, con il Bambino rappresentato, a sua volta in posizione frontale, per intero o a mezzo busto, spesso dentro un “clipeo” o medaglione. La Blachernitissa bizantina è caratterizzata da due tratti essenziali: la sigla ΜΡ ΘΥ e l’abbigliamento che esalta il Maphorion, reliquia insigne conservata nel santuario.

AGHIOSORITISSA

Si chiama Aghiosoritissa, in referenza al santuario dello stesso nome, dove era custodita l’Aghia Soros o sacra urna, contenente la reliquia mariana della cintura. Il termine indica una icona mariana conservata nel santuario costantinopolitano di Chalcoprateia dove era conservata un’urna contenente la cintura di Maria. 

In questo tipo di raffigurazione Maria è sola, senza Bambino. Si presenta stante o, il più delle volte, a mezzo busto. Pur guardando l’osservatore è leggermente voltata di lato e tiene le mani alzate all’altezza del seno in atto di preghiera, onde appartiene al tipo più generico dell’Orante.

Questa variante, conosciuta come Madonna Avvocata, gode di grande venerazione a Roma, dove esistono non meno di sei diverse repliche risalenti a diverse epoche.

A Spoleto esiste una celebre icona di questo tipo. Risale all’anno 1120: questa è almeno la data incisa sulla lamina d’argento che parzialmente la riveste.

Vergine Orante – Grande Panaghia, XIII sec.
Tretyakov Gallery, Mosca (Russia)