Museo diocesano di Padova

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TRE ICONE DEL MUSEO DIOCESANO  –  Padova

Origini: varie
Collocazione: Ala Pisani


Le icone del museo diocesano, come quelle cretesi-veneziane della collezione civica, come le numerose opere venerate nelle chiese padovane, dalla Costantinopolitana di Santa Giustina alla stessa Madonna delle Grazie di Este, documentano un legame artistico culturale con l’oriente mai interrotto nel corso dei secoli.

Le tre icone, restaurate nell’arco del 2010 nell’ambito del progetto “Adotta un’opera d’arte”, appaiono di elegante fattura, anche se di periodi e provenienza diversa e incerta. 

MADONNA ODIGHITRIA CON GESU’ BAMBINO

Scuola Veneto-cretese

XVI sec.?

L’icona della Madonna con Bambino di scuola veneto-cretese, forse quattrocentesca, appartiene alla tipologia iconografica detta “Odighitria”: sorregge Gesù con il braccio sinistro e inclina dolcemente il capo verso il Figlio benedicente, indicandolo con la mano destra in un gesto di tenerezza. 

I caratteri della scuola cretese sono molto nitidi e chiaramente identificabili. Come è noto questo laboratorio iconografico ha continuato a lungo a mantenere un doppio bacino di committenza, orientale e occidentale, magari modificando lievemente i modelli. 

MADONNA ODIGHITRIA CON GESU’ BAMBINO, SANT’ANTONIO ABATE E SAN GIOVANNI BATTISTA

Ambito ucraino o bielorusso

XVIII – XIX sec.

L’icona, probabilmente settecentesca, che ha sullo sfondo san Giovanni Battista (sulla sinistra) e sant’Antonio Abate, presenta una grossa spaccatura lungo l’asse centrale. Un occhiello di ferro sul bordo laterale destro (quello sinistro è mutilo) fa pensare che si tratti della parte centrale di un’icona da viaggio, divisa in più parti, in modo da poter essere ripiegate all’interno.

La presenza del Bambino con il globo sormontato dalla croce, motivo tipicamente occidentale, fa pensare che sia stata realizzata in un paese dell’Est con forti tratti occidentalizzati, Ucraina o Bielorussia. 

SAN SERAFINO DI SAROV INGINOCCHIATO DAVANTI ALL’ICONA DELLA MADRE DI DIO

Russia Centrale
Inizio del XX secolo

Più recente è l’icona di san Serafino di Sarov, uno dei santi più popolari della Russia moderna vissuto tra il Sette e l’Ottocento. Molto amato dal popolo russo, fu canonizzato nel 1903 dalla chiesa ortodossa russa. 

L’immagine si riferisce chiaramente all’episodio finale della vita del santo, morto a capodanno del 1833 in ginocchio mentre stava contemplando l’icona della Madre di Dio detta “la gioia di tutte le gioie”. Caratteristiche sono anche i piedi gonfi per le privazioni e le calzature che, essendo Serafino un monaco eremita che viveva nei boschi, sono realizzate con corteccia di betulla intrecciata.

La piccola figura in cornice a sinistra raffigura l’Angelo Custode, mentre quella di destra san Giovanni Battista.