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ICONA DELLA VERGINE DELLE GRAZIE DI ESTE – Este (PD)
Origini: Seconda metà del XV sec., scuola cretese
Collocazione: Sopra l’altare Maggiore
L’icona, attribuita ad Andrea Rizo da Candia, è di scuola cretese e risale alla seconda metà del XV secolo: ha quindi più di 500 anni; i suoi colori e la sua conservazione sono però ottimi.
Per effetto della prospettiva inversa, che ha il suo punto di fuga nello spettatore, l’immagine sembra uscire incontro a chi la guarda: lo spettatore viene invaso dall’immagine stessa. E nell’icona ci viene incontro una bellezza più che umana.
Anche in questa immagine Maria non ha nulla di terreno e di sensuale: il suo corpo è ricoperto da ampie vesti, il capo dal velo abituale per le donne orientali che coprono i capelli come segno di modestia. Quello che ci colpisce subito è il volto che, come in tutte le icone, è caratterizzato da labbra piccole, occhi grandi, naso allungato: segni tutti di profondità spirituale, di raccolta contemplazione, di bontà. La bellezza che ci raggiunge è quella dell’amore materno, riflesso dell’eterno Amore di Dio. Sul velo compaiono tre stelle, rispettivamente sopra la fronte e sulle due spalle, che dicono in linguaggio simbolico che ella fu Vergine prima, durante e dopo il parto. La fede nella verginità di Maria è raffigurata da queste stelle: un’icona mariana che non le avesse, sarebbe ritenuta eretica per i canoni iconici.
Il bambino che ha in braccio non ha il visetto di un infante, ma il volto serio e maturo di una persona adulta: Egli è l’Eterno! Infatti, è raffigurato con una vesta dorata segno della sua divinità e con la stola sacerdotale che lo mostra Pontefice assoluto e unico per il genere umano “in nessun altro c’è salvezza”. Anche la posizione eretta del piccolo lo mostra come se fosse in trono: Cristo è il re e il suo trono è la Madre.
Sia la Madre che il Figlio sono raffigurati con il collo e la fronte gonfi: per le icone bizantine questo è il segno della presenza dello Spirito Santo. Maria esultò nello Spirito dopo essere stata adombrata da Lui: in Lei lo Spirito Santo operò le meraviglie del Creatore. Cristo è ripieno di Spirito quando esulta: nello Spirito vive il suo legame con il Padre.
Agli angoli superiori dell’icona si vedono due angeli adoranti: anch’essi hanno la piccola iscrizione che li definisce. Sono l’arcangelo Michele e l’arcangelo Gabriele: i due angeli che presiedono ai grandi eventi della storia della salvezza. Essi hanno le mani coperte in segno di venerazione e sono un ulteriore segno della presenza del cielo sulla terra.
